Come installare un accumulo fotovoltaico

z999987bEsistono ben tre diversi modi di installare un sistema di accumulo in un impianto fotovoltaico previsti dalle norme tecniche di settore (norme CEI) e che ora illustreremo più in dettaglio: (1) monodirezionale lato produzione; (2) bi-direzionale lato produzione; (3) bi-direzionale lato post-produzione.

I sistemi di accumulo “lato produzione” hanno il gruppo batterie e l’apparato di controllo siti fra i pannelli fotovoltaici e l’inverter. Sono una buona soluzione per impianti stand-alone o se si ha già un impianto fotovoltaico e si vuole fare un upgrade aggiungendo delle batterie di accumulo e un sistema di controllo “intelligente” in grado di gestire la comunicazione con pannelli, batterie e inverter. Se invece l’impianto è nuovo, si può optare per un inverter che abbia integrato il sistema di controllo delle batterie.

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Questi sistemi di accumulo possono essere usati per sistemi fotovoltaici stand-alone (o “a isola”), cioè non connessi alla rete di distribuzione, come avviene ad es. per case isolate, oppure per sistemi fotovoltaici connessi in rete. In quest’ultimo caso, in genere un inverter “intelligente” controlla direttamente il gruppo batterie decidendo se inviare l’elettricità prodotta dai pannelli direttamente ai carichi elettrici costituiti dagli utilizzatori domestici oppure alle batterie per ricaricarle. Se le batterie sono cariche e i carichi domestici sono già soddisfatti come alimentazione, l’inverter immette l’energia in eccesso nella rete di distribuzione.

I sistemi di accumulo “post-produzione”, invece, hanno il gruppo batterie e l’apparato di controllo che sono posti entrambi a valle dell’inverter (anzi dopo il contatore di produzione, che è a valle dell’inverter). Quindi, a differenza dei sistemi di accumulo “lato produzione”, si collocano sul lato in corrente alternata (AC) e non su quello in corrente continua (DC), con tutte le conseguenze del caso. Sono ottimi per l’upgrade di un impianto fotovoltaico già esistente e connesso in rete poiché esistono dei kit di “produttori terzi” (anche rispetto a quello dell’inverter) che si aggiungono senza modificarlo.

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Un sistema di accumulo è detto “bi-direzionale” se le batterie si possono ricaricare anche con l’energia proveniente dalla rete di distribuzione pubblica, altrimenti è detto “monodirezionale”. Come avrete intuito, i migliori e più flessibili sistemi di accumulo installabili sono quelli bi-direzionali.

Naturalmente, un sistema di accumulo fotovoltaico deve essere ben dimensionato e opportunamente “istruito” in modo da gestire al meglio le batterie: ad esempio, quelle al piombo è bene che non vengano scaricate più del 50%, mentre per quelle al litio la scarica può arrivare fino all’80%. In pratica, l’unità di controllo “intelligente” del sistema (che in alcuni casi può essere semplicemente un inverter ma di tipo “evoluto”) deve far sì che le batterie non si scarichino oltre il limite in questione.



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