Batterie per il fotovoltaico stand-alone: le “deep-cycle”

z986987Varie sostanze chimiche possono essere utilizzate per creare batterie elettriche. Alcune combinazioni sono a basso costo ma conservano poca energia, altre molta ma costano parecchio.

Le batterie al piombo-acido – lo stesso tipo di batteria usato nelle odierne automobili – offrono il miglior compromesso fra costo e capacità di carica e sono comunemente utilizzate come sistema di accumulo per gli impianti fotovoltaici stand-alone, o ad isola.

Ma come funziona, in pratica, questo tipo di accumulatore?

Le batterie al piombo-acido sono costituite da piastre positive e negative di diversa composizione sospese in una soluzione di acido solforico chiamato elettrolita. Quando le celle della batteria si scaricano, le molecole di zolfo provenienti dall’elettrolita si legano con le piastre di piombo e rilasciano elettroni. Quando invece le celle si ricaricano, gli elettroni in eccesso tornano nell’elettrolita.

Una batteria, quindi, sviluppa una tensione elettrica grazie a questo tipo di reazione chimica. L’elettricità, infatti, non è nient’altro che un flusso di elettroni. L’elettricità fluisce non appena si crea un circuito fra i terminali positivo e negativo, cosa che accade quando si connette alla batteria un carico, cioè un apparecchio utilizzatore di corrente.

Esistono vari tipi di batterie al piombo acido: le batterie di avviamento, che hanno cicli superficiali e sono usati nell’industria dell’auto, non vanno bene. Invece, le batterie deep-cycle, specificamente progettate per un utilizzo a ciclo profondo, per cui tendono ad avere delle piastre più grandi e più spesse, risultano l’ideale per gli impianti stand-alone alimentati con energie rinnovabili.

Le batterie deep-cycle non si rovinano se viene usata gran parte della loro capacità prima di essere ricaricate e sopravvivono a centinaia – se non a migliaia – di cicli con scarica fino all’80%. Si raccomanda, comunque, di non scaricarle più del 50% e di lasciare un 30% per le emergenze. Non usate il restante 20%: meno i cicli sono profondi e più la batteria durerà.

Quando si maneggia una batteria occorre sempre usare grande cautela, poiché un suo uso improprio può provocarne l’esplosione. In particolare, la carica e la scarica di una batteria in un impianto fotovoltaico stand-alone deve essere gestita da un cosiddetto regolatore di carica.



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